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progetto: PER UN’IDEA DI TEATRO CONDIVISO operazione: RACCONTARE IL TERRITORIO VIEfestivalmodena 2014

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S.I.L.O.S. Se Il Lavoro Osasse Scomparire

POLISaccaridi Racconti da una città di zucchero

Mirandolandia Storie di lavoro, pane e nebbia

A conclusione del progetto di alta formazione teatrale ‘Raccontare il territorio’ realizzato in partnership con Musica e Servizio Cooperativa Sociale e in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Bologna - Claudio Longhi, coadiuvato – in qualità di docenti formatori – dal gruppo di interpreti già protagonisti de Il ratto d’Europa, cura la regia di tre spettacoli nati dallo stretto e continuo dialogo condotto dagli allievi del corso con gli abitanti delle aree colpite dal sisma.

A partire dallo scorso ottobre, i quattordici giovani attori, registi e Dramaturgen – ribattezzatosi in seguito ‘Bassa Manovalanza’ -hanno lavorato a stretto contatto con le comunità emiliane del cratere sismico e con le realtà associazionistiche del territorio, dando vita negli ultimi dodici mesi a diversi esiti performativi aperti al pubblico. Tre quindi gli spettacoli a VIE del progetto ‘Raccontare il Territorio’: POLISaccaridi, S.I.L.O.S (Se Il Lavoro Osasse Scomparire) Mirandolandia, esiti finali di un continuo lavoro e dialogo con le comunità di riferimento.

S.I.L.O.S (Se Il Lavoro Osasse Scomparire) 
 «Il cammino fatale, incessante, spesso faticoso e febbrile che segue l’umanità per raggiungere la conquista del progresso, è grandioso nel suo risultato, visto nell’insieme…». Allorché il tempo, turbinoso e travolgente, sembra costringerci in una corsa affannosa e infinita, con quale occhio oggi possiamo guardare alle stagioni lente e regolari dei “campi” di verghiana memoria, alla semina e alla mietitura, alla macinazione e allo stoccaggio, per tornare ancora e sempre a una nuova semina? Tra un passato solo all’apparenza remoto e il nostro eterno presente, S.I.L.O.S. (Se Il Lavoro Osasse Scomparire) è una lontana storia di grano e fatiche, i cui frammenti, qua e là rinvenuti dagli attori nella sala di stoccaggio dell’Antico Molino Ariani di San Felice sul Panaro, si intessono in una più grande e condivisa narrazione…
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POLISaccaridi. Racconti da una città di zucchero
“C’era una volta una grandissima e dolcissima fabbrica di zucchero. E c’era una volta una città, Finale Emi… ehm Glucosia, che prosperava e sorrideva grazie alle prelibate richezze sgorganti dalla sua fiorente industria. Ma un giorno avvenne che…”
In bilico tra favola e ricostruzione documentaria POLISaccaridi. Racconti da una città di zucchero è un travestimento, à la manière de Dahl, che, sotto al velo dell’avventura giocosa e libresca che si muove tra i diversi spazi della nuovissima Biblioteca Comunale di Finale Emilia, ripercorre, su doppio binario, gli sconvolgimenti – e umani e dell’indomita natura – generati, prima, dalla chiusura dello zuccherificio di Finale e, poi, dal recente sisma. Travolti da un doppio e parallelo trauma, che rischia di spazzare via l’amata e dolcissima polis, i simil-dahliani “oompa-loompa”,alias i cittadini finalesi, saranno chiamati a reagire insieme, per ribaltare un destino inatteso e dal sapore un po’ troppo amaro…
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Mirandolandia Storie di lavoro, pane e nebbia
«E noi, signore e signori, e noi e noi e noi…»: musicanti di strada, maschere grottesche, ragazze e ragazzi di provincia tirati a lustro, baracchini, giochi e imbonitori di piazza, in altri termini tutto il variegato campionario della novecentesca festa “strapaesana”, da attraversare, tra i due ampi corridoi della centralissima Galleria del Popolo di Mirandola, in un viaggio oniroide e realissimo a un tempo. Oscillando tra il ricordo di vecchi burberi d’antan e le aspirazioni di troppo giovani rampolli del post-modernMirandolandia. Storie di lavoro, pane e nebbianarra il desiderio e la nostalgia di città poste – sembra – ai confini dell’orizzonte, ma forti della coscienza pichiana sul sempre modificabile destino dell’uomo: «Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto…»

drammaturgia Bassa Manovalanza

regia Claudio Longhi

costumi Gianluca Sbicca

regista assistente Giacomo Pedini
collaboratori alla ricerca delle fonti: Giulia Maurigh, Vittorio Taboga,
con Simone Baldassari, Giulia Cailotto, Luigi Mattia Celotti, Alfonso De Vreese, Giulia Diomede, Marzia Gallo, Gabriele Genovese, Roberto Marinelli, Michele Mariniello, Elisa Proietti, Irma Ridolfini, Michele Segreto, Isacco Tognon, Matteo Vignati
e con Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Olimpia Greco (fisarmonica), Lino Guanciale, Donatella Allegro, Simone Tangolo, Diana Manea, Simone Francia
direttore di scena Paola Castrignanò – capo elettricista e capo macchinistaFlavio Bertozzi – macchinista Andrea Bulgarelli – attrezzista Dante Ferrari –fonico Alessandro Saviozzi – fornitura costumi Sartoria Bàste srls
ufficio formazione Anna Bergamin, Eduardo Sammartino